Società della Salute della Zona Pisana
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Al via due progetti sperimentali dell’Associazione DobreDog. Finanziati dalla Società della Salute della Zona Pisana, sono basati sull’ “Istruzione Relazionale”, un protocollo innovativo nato dalla collaborazione tra Università e Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi-Regione Toscana

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I cani aiutano lo sviluppo dell’autonomia e dell’inclusione sociale delle persone disabili. E’ questa l’esperienza alla base dei due innovativi progetti dell’associazione DobreDog, una delle più importanti accademie cinofile della Toscana, che la Società della Salute della Zona Pisana ha deciso sperimentalmente di sostenere per verificarne sul campo la realizzabilità, col sostegno, tra gli altri, dell’Università di Pisa.

Il primo progetto sperimentale, “Mi afFido, cani da assistenza alla disabilità motoria”, fa proprio il nuovo metodo relazionale con i cani e ha lo scopo di guidare le persone disabili nell’addestramento del proprio cane. Esso prevede che, in un periodo di tempo variabile in base alle caratteristiche del binomio persona-cane, l’animale (che può avere qualsiasi età ed essere di qualsiasi razza) acquisisca le competenze necessarie a diventare un cane da assistenza. Il progetto, che potrà coinvolgere due destinatari, si basa sull’attuazione di un protocollo innovativo, definito di “Istruzione Relazionale”: il cane non viene preparato da istruttori cinofili esperti e consegnato “già pronto” alla persona con disabilità, ma è l’utente che addestra il proprio cane familiare con la guida di un istruttore specializzato. Questo permette di realizzare un percorso addestrativo ritagliato sulle esigenze del binomio cane-proprietario e dunque funzionale ai loro reciproci bisogni.

Il metodo, sperimentato dalla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi-Regione Toscana, è stato messo in pratica tra settembre 2016 e giugno 2017 nell’ambito di una collaborazione tra l’Associazione DobreDog e l’Università di Pisa. Uno studente del corso triennale TAAEC (Tecniche di Allevamento Animale ed Educazione Cinofila) della facoltà di Veterinaria, Tommaso Lorenzetto Bologna, ha infatti integrato il suo percorso universitario partecipando al corso DobreDog per Tecnici per Cani da Assistenza e ha affiancato Monica Quassinti, una persona di 44 anni con disabilità motoria, nella preparazione di un cane da assistenza: questo percorso ha portato a ottimi risultati ed è diventato oggetto della sua tesi di laurea, “Cani da assistenza alla disabilità motoria: studio di un caso reale” (il professor Angelo Gazzano è stato il tutor interno, Francesco Fabbri di Dobredog quello esterno), discussa poche settimane fa.

Il secondo progetto innovativo, “Persone e cani in movimento”, è rivolto invece a persone con disabilità fisica o cognitiva e ha l’obiettivo di sviluppare attività ludico-motoria e sportiva con l’ausilio del cane. Esso consiste in una o due lezioni settimanali, individuali o di gruppo, che saranno coordinate da un istruttore cinofilo specializzato. 

Per entrambi i progetti l’idoneità dei partecipanti sarà valutata da una commissione di esperti.

“Ho preso parte a questo progetto con molta curiosità ed entusiasmo – racconta Monica Quassinti -. Ho scoperto quanto il mio cane potesse essermi utile nella vita di tutti giorni. E’ stato entusiasmante e divertente partecipare attivamente al suo addestramento, vestire un po’ i panni dell’educatore, traendone soddisfazione e gratificazione nel vedere i risultati ottenuti. Oggi il mio cane è capace di togliermi i calzini, raccoglie le chiavi da terra, recupera il telecomando se finisce sotto il letto e può aprire le porte. Consiglio a tutti i disabili di intraprendere un percorso del genere per migliorare la propria autonomia e per rafforzare l’intesa con il proprio amico a 4 zampe”.

“Siamo partiti dal concetto di "cane come strumento - cane al servizio di - cane da utilità" ma proprio da quello opposto – dichiara Francesco Fabbri, presidente di DobreDog - ovvero dalla relazione che spontaneamente nasce tra il cane e la persona. Questo ha portato a risultati sorprendenti che ci portano ad importanti riflessioni su come operare nei prossimi anni per lo sviluppo di questo approccio e per la formazione di persone con adeguate competenze”.

“Siamo molto orgogliosi di poter investire in queste azioni sperimentali per vaglairne l’efficacia – dice Sandra Capuzzi, presidente Sds zona pisana – che nascono da una sinergia e dalle competenze di diversi soggetti e dal sostegno professionale di istituzioni. L’esperienza di molte scuole specializzate e numerosi studi dimostrano come i cani da assistenza possano migliorare la vita delle persone con disabilità motoria. In questo caso però si applica un approccio diverso da quello tradizionale che permette ai proprietari di sviluppare una relazione con il proprio cane nell’ottica di andare verso una reale autonomia nella sua gestione”.

I progetti hanno il supporto dell’Università degli Studi di Pisa, Anfass Onlus Lucca, Paim, Centro specialistico pediatrico “L’Isola di bau” e Opes.