Società della Salute della Zona Pisana
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La struttura di Zambra è privata e ospita 11 persone. La cooperativa Paim: “Per tenerlo aperto servirebbe il sostegno economico del Comune di Cascina”

La presidente Capuzzi: “Per i quattro utenti in convenzione col servizio pubblico abbiamo già riservato i posti nelle strutture di Pisa, dove ci sono possibilità anche per i privati. E’ necessario però che, per assicurare anche il servizio d’accompagnamento, il Comune di Cascina aumenti la sua quota per il trasporto sociale”.

 

 

 

Pisa, giovedì 1 settembre 2016   “Il Centro Diurno Casarosa potrebbe restare aperto qualora vi fosse un sostegno da parte del Comune di Cascina. Al momento però non ci sono le condizioni di sostenibilità economica per andare avanti nella gestione e dunque il centro chiuderà”. Così questa mattina, giovedì 1 settembre, ha spiegato la responsabile della Cooperativa Sociale Paim, Federica Tenerini, rispondendo ai familiari degli utenti del Centro di Zambra che, nel corso di una riunione tenutasi questa mattina presso la sede della Società della Salute della zona pisana, chiedevano di poter continuare ad usufruire del servizio nella stessa struttura. All’incontro erano presenti la presidente e il direttore della Società della Salute, Sandra Capuzzi e Alessandro Campani, il professor Giuseppe Cecchi, la direttrice dei Servizi Sociali della Asl Laura Brizzi. Assente l’assessore al Comune di Cascina alle Politiche Sociali, Edoardo Ziello, che ha comunicato di aver ricevuto l’invito, ma che l’appuntamento è stato erroneamente annullato dalla sua segreteria.

“Sebbene la Sds non sia coinvolta direttamente nella gestione del Centro Casarosa  – ha spiegato la presidente della Sds Pisana Sandra Capuzzi - abbiamo indetto quest’incontro per cercare soluzioni concrete al fine di aiutare e tutelare le famiglie degli 11 utenti che si trovano in un momento di difficoltà. Solo 4 degli ospiti del Casarosa sono in convenzione col pubblico: per loro abbiamo già riservato due posti nel centro socio-riabilitativo di via Garibaldi e altri due in quello di via Avanzi a Pisa. E’ necessario però che, per assicurare anche il servizio d’accompagnamento, il Comune di Cascina aumenti la sua quota per il trasporto sociale”.

Per gli utenti privati una possibile opzione emersa stamani è quella del trasferimento nella RSA “Villa Isabella” (in via La Tinta a Pisa), anch’essa gestita dalla Cooperativa Paim, dove sono disponibili 5/6 posti aggregati e autorizzati (previo potenziamento del personale). “Anche in questo caso – precisa Sandra Capuzzi - sarà necessario che l’amministrazione comunale di Cascina contribuisca ad assicurare il servizio di accompagnamento”.

Non è invece attuabile a breve la soluzione dell’Istituto “Remaggi” di San Lorenzo alle Corti, prospettata dall’Amministrazione Comunale cascinese, come ha ribadito la presidente Capuzzi: “Il Remaggi non ha al momento i requisiti di una struttura socio-riabilitativa – ha precisato - . Finora non è pervenuta nessuna richiesta per l’avvio dell'iter per renderla tale e mancano dunque le necessarie condizioni di garanzia. Ma per crearle ci vuole tempo e ci vuole l’impegno del Comune. Per mettere a norma il Remaggi servono fondi per interventi strutturali e almeno 3-4 mesi”.

Anche la dottoressa Laura Brizzi, direttrice dei servizi sociali della Asl, ha confermato come l’adeguamento dell’Istituto Remaggi a centro socio-riabilitativo richieda tempi lunghi e fondi consistenti.

Infine, a proposito del “Remaggi”, la presidente Capuzzi ha ribadito la necessità che l’Amministrazione Comunale di Cascina nomini al più presto il nuovo direttore dell’istituto.