Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
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La Società della Salute della zona pisana investe 1.3 milioni di euro per l’integrazione scolastica dei disabili garantendo assistenti specialistici a oltre 300 bambini e alunni

 

PISA, settembre 2016 – “A Marco, un esempio per tutti noi. Per la tua maturità e per il cammino che hai davanti”. Queste le parole sulla targa che la presidente della Società della Salute della zona pisana, Sandra Capuzzi, ha consegnato  a Marco Del Monaco, il ragazzo con paralisi cerebrale infantile che, nel luglio scorso, ha conseguito il diploma di maturità curriculare all’Istituto Santoni Gambacorti di Pisa e che, pochi giorni fa, ha iniziato a frequentare l’Università. E’ la prima volta che, in provincia di Pisa, un ragazzo con una disabilità non verbale ha potuto sostenere le stesse prove d’esame di Stato dei suoi compagni di scuola, grazie a tecnologie come la LIM e a metodologie come la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), insieme ad una grande tenacia. 

“Marco ha sempre palesato a noi genitori le sue capacità – ha raccontato la madre, Maria Antonietta Scognamiglio – e questo ci ha spinti a scegliere, fin da subito, un percorso didattico curriculare. Una decisione tutt’altro che scontata, perché molti studenti con disabilità sono portati a preferire un percorso differenziato che, alla fine, semplifica la vita di tutti. L’iter didattico ha previsto l’individuazione, nell’ambito del normale percorso scolastico, di obiettivi minimi condivisi: questa è la tappa fondamentale per intraprendere il percorso curriculare in quanto chiarisce dove è necessario arrivare e permette di capire con quali strumenti/ausili procedere. Gli obiettivi minimi, i supporti tecnologici (LIM), le metodologie (CAA), gli ausili (Centri Territoriali di Supporto, Centri Ausili Zonali) costituiscono il mix da comporre per il percorso curricolare”.

“Insieme al corpo insegnante e ai compagni – ha continuato la madre -  fondamentale per Marco è stato il ruolo dell’assistente specialistica: questa figura  ha permesso di creare un tessuto relazionale nella propria crescita, ha rappresentato una mediazione nella comunicazione con gli altri ragazzi, anche nei momenti di socializzazione fuori dall’aula, come le assemblee di istituto o la ricreazione.”

“In questo scenario sono stati purtroppo numerosi i periodi bui – ha proseguito Maria Antonietta -. Far capire e farsi sostenere dalla Scuola nella scelta del curriculare non è stato né semplice e né immediato. A partire dalle ore di sostegno, ai GLIC (Gruppo di lavoro individuale sul caso), alla condivisione del concetto di obiettivi minimi, le battaglie, anche legali, sono state molte e faticose. Più volte abbiamo pensato di gettare la spugna e passare al percorso ‘semplice’ del differenziato, ma alla fine la determinazione e la convinzione di Marco ci hanno sempre spinto ad andare avanti. E’ importante sottolineare che l’obiettivo, per Marco e per noi, non era ottenere il diploma a tutti i costi ma, principalmente, quello di poter dimostrare il livello di apprendimento. Dopo aver creato tutte le condizioni, avremmo accettato serenamente una bocciatura se Marco si fosse dimostrato impreparato. Ai genitori che si trovano in una situazione simile alla nostra vorrei dire che bisogna crederci, essere disposti al sacrificio e lavorare per definire con la scuola, Sds ed istituzioni le condizioni per il percorso scolastico e didattico. Le associazioni sul territorio possono sostenere e supportare le famiglie nella scelta e nel percorso”.

Nel 2016 la Sds ha investito nell’integrazione scolastica 1.300.000 euro, fondi che arrivano per la maggior parte dai Comuni (di cui 600.000 euro provengono da quello di Pisa) e in parte minore dalla Provincia, che permettono di garantire un’assistenza specialistica a 290 bambini e alunni residenti nei Comuni del consorzio della zona pisana (circa un terzo della totalità dei disabili inseriti nelle scuole): 60 di loro frequentano la scuola dell'infanzia, 102 la primaria, 61 le scuole medie, 67 le scuole secondarie di secondo grado. In questi progetti sono impiegati 67 assistenti

Esistono inoltre due progetti specifici per alunni ipovedenti o non vedenti e per bambini autistici. Il primo coinvolge 17 persone (da aggiungere ai 290 sopra menzionati), è svolto in convenzione con l’Unione Italiana Ciechi e prevede l’impiego di assistenti specializzati nell’utilizzo di tecniche, tecnologie e strumentazioni per non vedenti. Il secondo progetto invece, partito in via sperimentale nel corso dell’anno scolastico 2015-2016, è rivolto a bambini e ragazzi che abbiano una certificazione di disturbo dello spettro autistico e in possesso di un’autorizzazione della commissione dell’Asl a praticare il metodo ABA (Applied Behavioral Analysis). La sperimentazione, che si sta concludendo per arrivare a un protocollo, ha permesso a 6 bambini di essere seguiti da assistenti specialistici.

Infine, grazie al trasporto sociale, la Società della Salute della zona pisana garantisce l’accompagnamento a 27 bambini e adolescenti tra i 6 e i 16 anni che frequentano le scuole dell’obbligo e a 7 ragazzi che possono raggiungere le scuole superiori.

“Abbiamo voluto dare un segno di riconoscimento e di stima a Marco e alla sua famiglia – ha commentato la presidente della Sds della zona pisana Sandra Capuzzi - perché la sua storia sia conosciuta ai più e possa essere d’esempio ai ragazzi che, nonostante la loro disabilità, vogliono integrarsi nel percorso scolastico sullo stesso piano dei compagni normodotati”

“La Società della Salute fa un investimento rilevante in questo settore – ha aggiunto il direttore della Sds, Alessandro Campani - mettendo a frutto una collaborazione virtuosa tra istituzioni scolastiche, famiglie e terzo settore, convinti che in questo modo sia possibile consentire a tante persone diversamente abili un’integrazione nella scuola e dunque nella comunità”.