Società della Salute della Zona Pisana
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Avvisi e Notizie

Per questi utenti la quota si abbassa complessivamente da 700mila a 550mila euro l'anno. La Presidente Capuzzi: "Decisione presa per tutelare un'utenza molto fragile dopo un lungo periodo di monitoraggio''.

 

Pisa, giovedì 3 novembre 2016  - Pagheranno meno i disabili che usufruiscono dei servizi residenziali nelle strutture della Società della Salute della Zona Pisana grazie alla riformulazione delle quote di compartecipazione a loro carico. E’ quanto stabilito dalla SdS, dopo un periodo di monitoraggio cominciato ad agosto a seguito dell’entrata in vigore di una nuova formula di calcolo applicata all’Isee. Una modalità determinata dalla più recente normativa nazionale e dalle leggi che hanno recepito le sentenze che si sono susseguite.

La Sds utilizza il modello di calcolo basato sul nuovo ISEE dal gennaio di quest’anno. Da luglio la formula per stabilire le quote di compartecipazione è stata nuovamente adeguata e, contestualmente, è stato deciso di far partire un monitoraggio per valutare se le quote applicate corrispondessero a un principio di equità. A settembre è stato chiaro dai dati che la quota di compartecipazione prevista dalla formula in vigore, per la maggior parte degli utenti era minore rispetto a quella del 2015: si è passati cioè da circa 700mila euro richiesti complessivamente ai 132 utenti nel corso dell’anno passato a 600mila previsti dal nuovo calcolo. Tuttavia, l’entità del contributo per alcuni di loro non era in linea con gli obiettivi della Sds. E’ stato perciò deciso a ottobre di creare una nuova formula, realizzando così un ulteriore ritocco della quota che si abbassa fino a 550mila euro. I fondi necessari verranno reperiti senza gravare sugli utenti di altri servizi.

“L’obiettivo della Sds - ha spiegato la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi - è sempre stato quello di tenere alto il livello dei servizi pesando il meno possibile sulle utenze più fragili, come quella dei disabili che si rivolgono ai servizi residenziali. Così, anche in questa occasione, siamo riusciti a trovare, all’interno del contesto normativo e dei vincoli di bilancio, il modo di ridurre la quota di compartecipazione e garantire un’equità di accesso alle prestazioni. Ricordo anche che oltre il 90% degli utenti dei servizi per la disabilità sono esenti da qualunque contributo”.

“La complessità della materia – precisa il direttore della Sds della Zona Pisana Alessandro Campani – non permetteva di avere proiezioni degli effetti delle nuove formule. Per questo a luglio, quando è stato deciso di applicare questo nuovo sistema di calcolo, è stato previsto un periodo di monitoraggio in vista di eventuali correzioni e tarature. In base ai dati concreti, che evidenziavano come i benefici della nuova formula fossero minori rispetto agli obiettivi posti, è stato deliberato un ulteriore passo a favore dei disabili utenti dei servizi residenziali mettendo in atto una nuova formula”. 

Sono 132 i disabili che hanno accesso ai servizi residenziali e che beneficeranno della nuova formula di calcolo, a fronte di circa 1.500 utenti dei servizi per la disabilità che oggi è esente da qualsiasi quota di compartecipazione.  

Resta naturalmente la possibilità, mai venuta meno, per i pochi utenti che risultano incapienti, di presentare una richiesta di rideterminazione della quota di compartecipazione.