Società della Salute della Zona Pisana
Consorzio Pubblico di funzioni
Via Saragat, 24 - 56121 Pisa

Avvisi e Notizie

Ai settori anziani, disabili e minori rispettivamente il 34%, il 17% e il 13% delle risorse

Sandra Capuzzi (presidente): “In anni di crisi siamo riusciti a garantire servizi senza effettuare tagli. Questo documento è una risposta politica a situazioni di povertà sempre più in aumento. Quanto alla possibile uscita di Cascina la giunta può decidere di farlo anche domani, ma a rimetterci saranno i cittadini

Alessandro Campani (direttore): “Conti in pareggio, importante la capacità di attivare progetti nazionali ed europei. Previsto un progressivo aumento della quota capitaria dei Comuni in linea con quella delle altre Sds”

 

PISA, venerdì 30 dicembre 2016 – Conti in pareggio ed entrate per 23,5 milioni di euro (circa 4 milioni in più rispetto al 2016): è quanto riportato nel bilancio di previsione 2017 della Società della Salute della Zona Pisana, approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci ieri (giovedì 29 dicembre) e presentato questa mattina dalla presidente e dal direttore dell’ente di via Saragat, Sandra Capuzzi e Alessandro Campani. 

Un documento che dà conto in modo dettagliato della spesa sociale programmata per i prossimi dodici mesi nei territori dei comuni di Pisa, Calci, Cascina, Crespina-Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano. 

Il settore a cui è destinata la quota più consistente di risorse è anche quest’anno quello degli anziani: sono infatti 8,1 milioni i fondi destinati a garantirne l’assistenza, fra servizi residenziali e domiciliari, pari al 34,6% del bilancio. Le altre voci:

 3,9 milioni per i disabili (16,7%), 3,1 milioni per i minori (13,2%), distribuiti tra le aree materno-infantile e adolescenziale, 2,9 per il settore dell’immigrazione (12,6%) e 1,4 (6,2%) per la cosiddetta “alta marginalità” (persone senza dimora o in situazioni di povertà o marginalità molto grave), 1 milione per il trasporto sociale (4,4%). 

Rispetto al bilancio 2016 (19,6 milioni) si registra un incremento di quasi 4 milioni di euro, per la maggior parte provenienti da progetti e finanziamenti finalizzati che riguardano le disabilità (inserimento lavorativo, fondi per la non autosufficienza e per il turismo accessibile), le donne vittime di tratta e l’accoglienza.

“Due giorni fa è stato pubblicato il rapporto Caritas che parla di un preoccupante aumento degli italiani che vivono in stato di povertà – ha affermato Capuzzi – Il bilancio vuole essere un atto di risposta politica a queste situazioni da parte dei Comuni. La terza voce di spesa riguarda i minori, su cui è necessario riporre un’attenzione particolare, visto che, come conferma anche il rapporto Caritas, solo a Pisa, oltre 400 bambini soffrono di  povertà alimentare.”

Le risorse arrivano in gran parte dai trasferimenti dei Comuni, che consentono alla SdS di esercitare le funzioni che essi hanno deciso di delegare al consorzio: “I ricavi previsti sono stati elaborati ritenendo di poter confermare per il 2017 gli stanziamenti del 2016 – ha spiegato il direttore Alessandro Campani - Abbiamo ipotizzato un contributo da parte dei Comuni di 10,6 milioni di euro, il 45,2% del bilancio, con il capoluogo che versa quasi 6,3 milioni di euro, pari al 26,8% di tutte le risorse disponibili”. 

E’ previsto che 3,3 milioni arrivino dalla Regione attraverso una pluralità di contributi che spaziano dal fondo per la non autosufficienza a quello sociale, mentre 3,2 milioni arriveranno dal Governo, sia sotto forma di finanziamento del progetto Sprar per il nostro territorio, sia a copertura delle spese per l’emergenza profughi (per cui è previsto un contributo di 1,2 milioni di euro). Infine altri 3 milioni arriveranno dalle compartecipazioni degli utenti ai servizi. 

Tra gli obiettivi del documento approvato anche l’aumento della quota capitaria dei Comuni, fino a un massimo di 3 euro in 5 anni, per arrivare dagli attuali 27 euro a 30. “Il progressivo incremento della quota da parte di tutti i Comuni – ha continuato il direttore – è stata dettata dalla necessità di far fronte agli incrementi di spesa riconosciuti negli ultimi anni e ormai a regime, come gli adeguamenti ISTAT e del contratto nazionale del lavoro delle cooperative sociali o l’aumento dell’IVA. La quota capitaria è ferma da 6 anni e la cifra che ci prefiggiamo di raggiungere è in linea con quella che oggi già versano i Comuni delle Società della Salute delle altre zone della Toscana. ”

“Siamo molto soddisfatti di poter presentare un bilancio di previsione in pareggio – ha aggiunto la presidente Sandra Capuzzi - ma anche di poter annunciare che nel corso del 2016 siamo riusciti a colmare il disavanzo provvisorio di 850mila euro che compariva nel bilancio preventivo dell’anno passato. Un disavanzo che, in parte, era conseguenza del caos legislativo sulla tempistica di approvazione dei bilanci preventivi: la Società della Salute, infatti, deve obbligatoriamente chiudere il bilancio entro il 31 dicembre, mentre Comuni e Regione, i principali finanziatori, possono andare oltre tale scadenza”. 

“In anni di grave crisi economica – ha continuato Capuzzi - siamo riusciti ad assicurare prestazioni e servizi essenziali alla cittadinanza più debole e fragile, senza dover mai dover ricorrere a tagli di servizi e di posti di lavoro. Importante è stato anche il dialogo con le cooperative del territorio, che ci ha permesso di rendere più efficienti le attività a vantaggio dei servizi. Importantissima è poi l’expertise, la capacità di lavoro e di attivare i progetti nazionali ed europei dello staff della Sds: l’11% del bilancio che presentiamo oggi arriva proprio da questi progetti”.

Sullo sfondo anche il dibattito sull’uscita del Comune di Cascina dalla SdS Pisana, ipotesi ventilata anche dall’assessore Edoardo Ziello durante l’assemblea dei soci: “L’amministrazione cascinese ha la facoltà di uscire anche domani, a loro il diritto di esercitarla o meno – ha affermato Capuzzi - . Qualunque cosa decida comunque la Società della Salute della zona pisana continuerà a lavorare ed erogare servizi integrati nell’area dei Comuni aderenti. La Sds ha un ruolo importante in termini di economia di scala e di capacità di progetto, e tutto questo sarà mantenuto. Pensiamo dunque che, in caso di uscita, gli unici ad essere penalizzati sarebbero i cittadini cascinesi, che perderebbero in quantità e qualità dei servizi. Per dirla con i numeri si stima che nel 2015 il Comune di Cascina a fronte di 1,7 milioni di euro dovuti alla SdS, ha ricevuto servizi per 2,5 milioni di euro. Inoltre ricordo che Cascina deve ancora versare al Consorzio 1,8 milioni di euro per i servizi erogati nel 2016: perciò al momento ha ricevuto servizi senza aver pagato un euro. Uno dei vantaggi di far parte del Consorzio per i Comuni è anche quello di ammortizzare finanziariamente le difficoltà delle amministrazioni, proprio per tutelare i cittadini. Tuttavia questo consistente ritardo nel trasferimento dei fondi ci sta mettendo in seria difficoltà e ci auguriamo che il Comune cascinese saldi il proprio conto al più presto”.